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Tracciabilità della carne bovina

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La carne bovina è stata “tracciata” mediante la piattaforma “Infomeat”, realizzata dal C.LAB Agri, in collaborazione con la Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Torino (Dipartimento DEIAFA) e dell’azienda ICT Leonardo Web.

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    A chi è rivolto?

    Agli allevatori, alle associazioni di produttori, ai macellatori, ai sezionatori ed ai punti vendita.

    Con chi è stata realizzata?

    Hanno aderito alla sperimentazione le associazioni di produttori Coalvi e Asprocarne e il Macello Oldbear di Cuneo, con l'obiettivo di aggiornare il loro sistema informatico, arricchendolo di dati utili al consumatore finale.

    A cosa serve?

    Auricolari a radiofrequenza (RFID) consentono di ridurre il rischio di errori nell’identificazione del bovino durante tutte le fasi della filiera e la movimentazione delle informazioni dal produttore al consumatore. L'identificazione “univoca” dell'animale risponde alla richiesta sempre più pressante delle Istituzioni di tracciabilità e rintracciabilità di prodotto al fine di aumentare la sicurezza agroalimentare.

    Quali sono i benefici?

    Il prototipo Infomeat contribuisce – se utilizzato a regime – a migliorare la gestione del flusso di informazioni dalla stalla al macello, rendendo automatico (e dunque veloce) l'inserimento dei dati relativi al bovino e l’adempimento delle registrazioni in Banca Dati Nazionale dell’Anagrafe Bovina. Offre inoltre al consumatore la possibilità di una più ricca informazione al momento dell'acquisto del prodotto.

    Come funziona?

    Gli auricolari elettronici sono letti per radio frequenza (attraverso antenne fisse o mobili) e collegati alla piattaforma, la quale consente il trattamento e la conservazione del dato nel tempo.

 

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