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Evoluzione tecnologica

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Il Consorzio ha avviato un piano di evoluzione tecnologica per indirizzare in modo organico e complessivo l’ammodernamento delle proprie tecnologie.

Il piano, denominato Mondrian, interessa tutti gli interventi da affrontare sia sotto il profilo tecnologico sia dal punto di vista della riprogettazione e porting del parco applicativo, in modo da renderlo compatibile con le nuove piattaforme tecnologiche di riferimento. Il punto di partenza è il Framework di riferimento del Consorzio, al cui interno sono rappresentati l’insieme delle tecnologie adottate e la loro futura configurazione.

 

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    Cosa è il Framework di riferimento?

    Il Framework di riferimento è un insieme di concetti, pratiche, tecnologie e strumenti individuati per l’erogazione dei servizi realizzati dal Consorzio.
    È progettato e mantenuto per garantire coerenza nell’uso delle tecnologie e garantire una gestione corretta della loro evoluzione. E rappresenta la vista attuale (as-is) e a tendere (to-be) delle tecnologie.

     

    Nell’attuale versione è organizzato sui questi livelli:

    • risorse elaborative e reti;
    • postazioni di lavoro;
    • middleware;
    • componenti di base;
    • componenti per l’identità e l’accesso ai sistemi;
    • piattaforme per l’integrazione dati e applicativa e la gestione dei processi;
    • piattaforme per la multicanalità e multimedialità;
    • piattaforme per la georeferenza, geolocalizzazione e trattamento del dato cartografico;
    • piattaforme per il data management e la business intelligence;
    • piattaforme per la gestione documentale;
    • comunicazione, mobilità e produttività individuale;
    • sviluppo e gestione delle applicazioni;
    • framework per la governance e a supporto del ciclo di vita del software.

    Ogni livello è composto da una serie di elementi (prodotti, strumenti, documentazione, linee guida…) gestite in configurazione. Per ogni livello e ogni elemento è identificata una roadmap di evoluzione.

     

    Qual è lo scopo di Mondrian?

    I suoi principali obiettivi sono:
    • la riduzione dei costi di manutenzione e di mantenimento in esercizio delle applicazioni;
    • l’adozione di un approccio sistematico al problema dell’obsolescenza delle piattaforme, e quindi dei vincoli e delle limitazioni indotte sullo sviluppo delle applicazioni;
    • la riduzione da dipendenza da specifiche implementazioni, attraverso il sistematico utilizzo di standard e il continuo confronto con soluzioni tecnologiche alternative e il confronto con il mondo open source;
    • il posizionamento del Consorzio quanto più vicino possibile al livello delle soluzioni di mercato più avanzate, compatibilmente con i criteri di stabilità e affidabilità e la fattibilità economica;
    • l’aumento della produttività in termini di riduzione dello sforzo e del tempo per lo sviluppo e il mantenimento dei sistemi;
    • l’incremento della flessibilità di utilizzo delle risorse elaborative;
    • la razionalizzazione delle configurazioni delle pile tecnologiche e riduzione della “tecno-diversità”.

    Come si realizza il piano Mondrian?

    Mondrian si concretizza in un portafoglio di programmi, progetti e altre iniziative, che sono raggruppate per facilitare il raggiungimento degli obiettivi di ammodernamento definiti.

    Fanno parte del piano i progetti di innovazione ed evoluzione tecnologica, quali l’adozione di un nuovo middleware o l’evoluzione di una piattaforma per il business process management, e veri e propri programmi (cioè insieme di progetti coordinati, con obiettivi di migrazione e riconversione degli applicativi esistenti).

    La gestione del portafoglio è volta a garantire:

    • il rispetto degli obiettivi e delle strategie aziendali relative al contesto tecnologico;
    • la sincronizzazione tra progetti e programmi di migrazione, e conversione degli applicativi con quelli di evoluzione tecnologica;
    • il coordinamento dell’evoluzione delle pile tecnologiche e delle piattaforme infrastrutturali, individuando sempre modelli architetturali coerenti e stabili.

    Esempi di progetti di evoluzione tecnologica previsti da Mondrian

    • Evoluzione delle architetture relative alle piattaforme di calcolo: il Consorzio ha avviato la sostituzione dei server di tipo “enterprise”, basati su processori SPARC, a favore di server con processori di tipo x86 (industry standard), favorendo in parallelo l’adozione degli ambienti di virtualizzazione, che permettono un “partizionamento logico” dei server per ottimizzare le risorse di calcolo: un’impostazione che favorisce l’apertura ad un maggior numero di fornitori per le piattaforme hardware, pur garantendo le necessarie capacità di calcolo e affidabilità necessaria;
    • Model Driven Development: rispetto agli strumenti di sviluppo definiti nel framework di riferimento, il CSI-Piemonte ha intrapreso un percorso per riformulare la realizzazione dei sistemi, passando da una modalità tradizionale (code-driven) ad una basata sulla modellazione delle soluzioni (model-driven), attraverso una serie di piattaforme e strumenti innovativi: la modellazione delle soluzioni consente, infatti, di ridurre costi e tempi di sviluppo e, in un prossimo futuro, di semplificare ed accelerare l’adozione delle architetture di cloud-computing, isolandone le complessità e offrendo servizi e applicazioni ‘a catalogo’ disponibili nel cloud stesso.

  

Temi: CSI infrastrutture
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