Il tema del “digital divide” è oggi di grande attualità, ma la reale divisione tra popoli non può essere solo riferita alla conoscenza e all’applicazione delle tecnologie del settore ICT. Esistono altri settori, ad esempio la genetica, che concorrono ad allargare la forbice tra i Paesi avanzati ed il Terzo Mondo. In generale, si dovrebbe quindi parlare di “technology divide”, ovvero della differenza tra i Paesi che sviluppano tecnologie innovative e quelli che, se possono permetterselo, le acquistano. Il “technology divide” è già oggi evidente, ma rischia di essere ulteriormente accentuato da un eccessivo ricorso a brevetti, che possono impedire un approccio corale all’innovazione tecnologica.
Gli interventi di questa sessione si focalizzeranno sul ruolo che dovrebbero avere la proprietà intellettuale e la proprietà dei dati nella società odierna, sempre più dipendente dalla conoscenza.