I cambiamenti di contesto e di scala non riguardano soltanto i modelli speculativi di descrizione del mondo, ma coinvolgono anche le discipline a forte contenuto operativo (l’architettura, l’urbanistica, la sociologia urbana, l’economia…) nel definire le regole della trasformazione dello spazio fisico rispetto a politiche e obiettivi prefissati.
La “manipolazione” che queste scienze operano sullo spazio, infatti, si inscrive direttamente nella territorialità, ora fatta non solo di luoghi fissati dalla tradizione, ma anche di nuovi spazi, i non-luoghi, emergenti dalla crisi della modernità. In che modo si può rispondere a questa nuova esigenza? E come conciliare l’identità del territorio con le trasformazioni prodotte da grandi eventi e interventi infrastrutturali?
Se la città rappresenta il nuovo orizzonte della società moderna, quale ruolo giocano le scienze sociali nel fornire indicatori e strumenti a supporto dei decisori pubblici? E qual è l’impatto nel determinare nuovi connotati per vecchi spazi di fattori quali migrazioni e mobilità delle popolazioni, guerre, tecnologia e informazione, qualità della vita e tempi sociali?
Infine, in che modo interviene lo spazio nel processo di formazione o distruzione di denaro e di potere? E come contribuisce a determinare il comportamento economico individuale e collettivo?