Gli splendori della Reggia di Venaria Reale hanno bisogno di essere popolati per dare nuovamente vita all’architettura, agli spazi, alle stanze, ai saloni e ai corridoi. Trambusto e frastuono, grida, sussurri, urla, risate, danze, pianti, ordini, comandi, segreti, confessioni, preghiere, canzoni, musica, il rumore degli zoccoli dei cavalli.
Servi e padroni, cuochi e facchini, cacciatori, principesse, ambasciatori, cardinali, segretari, bambini e cani. Bisognerebbe riportare qui questi quattrocento anni di persone e far rivivere il genius loci, lo spirito del luogo.