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Il ruolo dei media nel condizionamento delle strutture spazio-temporali della mente

Derrick De Kerckhove

La riflessione si svilupperà secondo tre direzioni:

  1. La separazione del tempo e dello spazio, considerata oggi come intuitivamente "naturale", è, in effetti, una conseguenza abbastanza artificiale dell'impatto della scrittura greco-romana sulla mente occidentale. L'illusione dello spazio fermo, solido e distinto dal tempo si è confermata con il lavoro di Galileo e successivamente fino a Newton. Con la rivoluzione della fisica quantica, siamo ormai usciti dall’affidabilità galileiana e andiamo verso un'ambiguità nuova, quella della indifferenziazione o, almeno, della perdita del limite chiaro fra tempo e spazio.
  2. All'orizzonte della medicina si profila un altro genere di conquista del tempo, quello dell'estensione della vita attraverso la ricerca sulle cellule staminali. Anche questo aspetto del problema merita una riflessione, poiché influenzerà il destino di ciascuno di noi.
  3. Infine, la nostra nozione del tempo è minacciata della tendenza tecnica attuale di archiviare e di rendere reperibile tutto. Aveva forse ragione MacLuhan quando diceva: "nell’era dell'informazione istantanea, tutto è ADESSO"?