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Francesco Remotti

Nato il 6 giugno 1943, Francesco Remotti è Professore ordinario di Antropologia culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino. È stato Direttore del Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico-Territoriali e Presidente del Centro Studi Africani (CSA). Attualmente è Presidente del Corso di Laurea Triennale in Comunicazione Interculturale (Facoltà di Lettere Filosofia) e coordinatore del Dottorato di ricerca in Scienze Antropologiche.

Dal 2002 è socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino. Dal 1979 al 2004 ha diretto la Missione Etnologica Italiana in Africa Equatoriale. È stato coordinatore nazionale di diversi progetti PRIN (1998-2000 “Dal terreno al museo: antropologia, archeologia, geografia”; 2000-2002 “Luoghi dei vivi, luoghi dei morti”; 2002-2004 “Tanato-metamorfosi. Il corpo dopo la morte in una prospettiva multidisciplinare e comparativa”; 2004-2006 “Le religioni come sistemi complessi”).

I suoi interessi scientifici si suddividono in tre ambiti.
A) Temi di interesse teorico. Fin dall’inizio si è occupato di importanti figure e prospettive della ricerca antropologica, dallo strutturalismo di Lévi-Strauss (cfr. Lévi-Strauss. Struttura e storia, Torino, Einaudi, 1970) in connessione con punti di vista alternativi (cfr. Antenati e antagonisti. Consensi e dissensi in antropologia culturale, Bologna, il Mulino, 1986) all’antropologia interpretativa di Clifford Geertz.
Il momento più consistente di questa ricerca sul senso dell’antropologia è dato da Noi, primitivi. Lo specchio dell’antropologia (Torino, Bollati Boringhieri, 1990).Altri temi di natura teorica coincidono con l’elaborazione della teoria dell’antropo-poiesi e con la riflessione sull’identità e sull’incompletezza (cfr. Contro l’identità, Roma-Bari, Laterza, 1996; Prima lezione di antropologia, Roma-Bari, Laterza, 2000; Forme di umanità,Milano, Bruno Mondadori, 2002).

B) Ricerche etnografiche presso i BaNande del Nord Kivu (Repubblica Democratica del Congo) dal 1976 al 2001 (cfr. Etnografia nande I, II, III, Torino, Il Segnalibro, 1993, 1994, 1996), nelle quali ha affrontato i temi della parentela e dell’organizzazione politica tradizionale, l’organizzazione dello spazio e studi di etno-sematica del kinande (la lingua nande).

C) Ricerche etnostoriche sui regni precoloniali dell’Africa equatoriale, in specifico sul fenomeno delle capitali mobili, con particolare riguardo da un lato alla filosofia indigena del potere e dei suoi limiti e dall’altro alle tradizioni urbane del continente africano (cfr. Luoghi e corpi. Antropologia dello spazio, del tempo e del potere, Torino, Bollati Boringhieri, 1993; Centri di potere. Capitali e città nell’Africa precoloniale, Torino, Trauben, 2005).