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“Il tempo nelle scienze”

L’umanità nei secoli si è sempre confrontata con la necessità di misurare e governare il tempo: da un lato la fisica e la matematica hanno ideato strumenti sempre più precisi per suddividerlo, dall’altro le scienze umane ne hanno indagata la natura di oggetto di un processo di costruzione sociale e culturale.
La società contemporanea è caratterizzata dall’affermarsi di un tempo interiore e soggettivo, legato alla memoria e alle aspettative, dal superamento del concetto assoluto newtoniano, tipico della civiltà moderna occidentale.
La teoria della relatività sancisce un legame indissolubile tra spazio e tempo: si afferma la contemporaneità dei ritmi degli oggetti che si urtano e si pongono in sinergia creando circostanze inaspettate generando così un futuro che non è più la conseguenza di una relazione di causa e effetto, ma un insieme di possibilità.

Anche dal punto di vista scientifico, dunque, l’istante non è più universale, ma diventa la “quarta dimensione”, variabile a seconda del sistema di riferimento, ponendo nuovi interrogativi agli studiosi di tutte le discipline.
Come cambia la percezione di passato, presente e futuro in culture e società diverse e quali sono i riflessi sull’evoluzione del linguaggio (nascita e significato dei termini come “prima”, “ora”, “dopo” …)?
Come si conciliano nella società di oggi il tempo della natura e il tempo dell’uomo?
Quale il rapporto tra il vivere scandito dai battiti uniformi dell’orologio e quello legato alla ciclicità degli eventi naturali?

Tempo e spazio sono le categorie culturali primarie attraverso cui l’essere umano attiva la costruzione dell’identità personale, contestualizza le prime esperienze, modella i ritmi vitali spontanei adattandoli alle esigenze ambientali e sociali: quale rilevanza hanno fattori quali il genere, l’età, le peculiarità caratteriali nella conoscenza sociale del tempo?

 

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