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Complexity: method, paradigms, prospects

Mario Rasetti

La fisica è spesso associata ad eventi estremi: l’ampiezza delle scale da subnucleare a cosmica, le forme rarefatte della materia, le misure di precisione straordinaria per rivelare fenomeni che potrebbero benissimo non esserci. Base culturale per tale convinzione è il ‘riduzionismo’, l’idea che unico fine della fisica sia di scoprire le leggi fondamentali cui tutti i fenomeni che coinvolgono materia ed energia devono sottostare e che l’ignoranza di tali leggi persista appunto solo più su scale estreme. Una buona parte della ricerca tuttavia è oggi focalizzata su altri fenomeni, troppo complessi per poter essere analizzati per mezzo di applicazioni semplici delle leggi fondamentali note, alla frontiera fra quanto è compreso e quanto è mistero: la Complessità. Il concetto filosofico che le compete non è riduzionismo ma ‘emergenza’.

I fenomeni complessi non violano le leggi fondamentali, ma spesso non sembrano derivarne logicamente. Un sistema complesso è composto da un gran numero di elementi che interagiscono fra di loro in modo anche molto semplice ma tale che la dinamica globale che ne deriva è diversa da quella delle parti costituenti. La complessità non è perciò caratteristica di una sola cultura; sistemi complessi appaiono ovunque e non c’è quasi limite ai problemi che la Complessità può mettere nel suo carnet: dai più fondamentali, della fisica e della biologia (l’emergere della vita, la capacità della materia di codificare informazione, la nascita dell’Universo, l’emergere del sistema immunitario o di quello percettivo), ai più pratici, della vita quotidiana (gli intasi del traffico o l’andamento dei mercati azionari).

Quando nella scienza la classificazione delle discipline cessa di valere, si ha un grande salto concettuale: more is different, e la chimica emerge dalla fisica, la vita dalla chimica, la coscienza dalla vita, la coscienza sociale e la stessa società dalla coscienza individuale …. Scopo della complessità è lo studio dell’emergere di quelle nuove proprietà collettive, indotte dalle leggi elementari, che rompono i confini tradizionali fra le scienze: gli oggetti elementari appartengono ad una scienza (‘più semplice’), gli oggetti collettivi emergenti ad un’altra (‘più complessa’); i sistemi complessi ‘stanno in mezzo’, nel nuovo spazio interdisciplinare che così si è creato. La sfida che la Complessità prospetta alla scienza è di esplorare, colonizzare e sviluppare questo territorio dell’interdisciplinarità, questa geografia i cui oggetti elementari sono talora esseri umani.