Comunicato stampa CDA CSI Piemonte

Il Consiglio di Amministrazione del CSI ha preso atto delle conclusioni fornite dall'ANAC ai quesiti posti.

Nel rigoroso rispetto istituzionale dei ruoli, non condivide il merito di tale parere né con riguardo ai prospettati vincoli esistenti nella legge istitutiva del Consorzio e nello Statuto vigente né alla presunta inosservanza della normativa e giurisprudenza sulle società "in house".

Precisato tale aspetto, nel sottolineare che il parere dell'ANAC non era obbligatorio né ha carattere vincolante e che inoltre si tratta di questioni giuridiche legate a possibili, legittime diverse interpretazioni, il Consiglio di Amministrazione ritiene comunque doveroso ridare la parola ai Consorziati, convocando al più presto l'Assemblea del Consorzio per le decisioni da assumere alla luce del parere dell'ANAC.

Il mandato conferito al Consiglio di Amministrazione era quello di verificare se ci fosse un mercato e se fosse disponibile a partecipare ad una gara per la valorizzazione di alcuni asset del Consorzio. Proprio per la peculiarità e complessità intrinseca del settore dell'ICT, era stata scelta la procedura del dialogo competitivo così come disciplinata dal nostro ordinamento.

La finalità, lo si ribadisce, era quella di capire se ci fossero e a quali condizioni contrattuali, dei privati interessati a sviluppare progetti industriali mirati alla salvaguardia e sviluppo delle competenze del Consorzio.

Alla luce del parere dell'ANAC e rimettendo ogni decisione in merito all'Assemblea dei consorziati, il Consiglio di Amministrazione ritiene il suo compito esaurito lasciando all'Assemblea la più ampia libertà per individuare le soluzioni giuridiche ed organizzative, anche di governance adeguate per dare un futuro certo e sostenibile al Consorzio.


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